Per un lettore adulto, abile nella lettura i processi cognitivi che si impiegano per questa attività non sono più complessi, ma avviene tutto in maniera automatica e naturale.
La continua dialettica tra il deciframento delle lettere, o decodifica del testo, e comprensione del significato delle parole fa nascere il vero processo di lettura. Riuscire a decodificare consente di leggere moltissime parole mentre la comprensione consente di cogliere il significato dell’intera frase affinché si possa attribuire un significato nuovo e contestualizzarlo. Per leggere non è necessario possedere solo ottime capacità visive, intese come visione nitida delle singole lettere, ma è necessario che tutto il sistema visivo funzioni correttamente e sia in grado di condurre la stimolazione periferica data da una singola lettera stampata su un foglio fino alla parte del nostro cervello, la corteccia visiva, in cui tutte le caratteristiche degli elementi percepiti vengono poi assemblati.
Secondo Tallal, studiosa che studia i processi di elaborazione fonologica dell’informazione, sostiene che esiste un continuum tra linguaggio orale e scritto. Quando il bambino inizia a leggere possiede nel suo bagaglio una competenza lessicale di 1000 termini di cui conosce il suono e significato. Questo lessico sarà utilizzato per costruire nuove parole o per fare inferenze su parole nuove. Ciò è possibile grazie ad un processo linguistico importante per la lettura, la consapevolezza fonologica e fonemica. Quando parliamo di consapevolezza fonologica ci riferiamo all’abilità di individuare riconoscere i costituenti fonologici del linguaggio parlato, mentre per consapevolezza fonetica ci riferiamo all’abilità di individuare i singoli fonemi.
Quando si parla di consapevolezza, ci riferiamo ad una vera conoscenza metalinguistica. La consapevolezza fonologica si sviluppa grazie al funzionamento del sistema di trasduzione dell’informazione acustica dall’orecchio alla struttura sottocorticale, nota come talamo.
Il cervello del bambino si organizza secondo una rappresentazione tonotopica, popolazioni di neuroni capaci di attivarsi in presenza di frequenze basse vicine a popolazioni di neuroni che si attivano in presenza di frequenze alte. L’importanza delle competenze linguistiche orali si esercita non solo sul piano fonologico ma anche sulle conoscenze metafonologiche del soggetto e sul patrimonio lessicale dei soggetti.
Nel processo di lettura entrano in gioco anche i processi di memoria che si differenziano lungo tre dimensioni quali: la natura dei materiali da memorizzare; la durata o la permanenza dell’informazione memorizzata ed il grado di controllo attentivi necessario per memorizzare o recuperare un’informazione.
La maggior parte delle ricerche, negli ultimi anni, si sono concentrate sul ruolo del circuito fonologico- articolatorio nella lettura, deposito a breve termine del contenuto fonologico dell’informazione, ed un processo di ripasso articolatorio, ripetizione saliente delle informazioni che ha la funzione di mantenerle attive in memoria.
Il più accreditato modello cognitivo di lettura è “a due vie”. E’ stato proposto da Coltheart e successivamente confermato da altri autori. Prevede che il processo di lettura si può attivare in due vie differenti di lettura: via fonologica e via visiva. Chi legge utilizza tutte e due le vie
preferendo una o l’altra via. Il punto di partenza è un’analisi visiva che permette il riconoscimento delle lettere. A questo livello le vie si separano diventando parallele e distinte: una segue con il sistema di riconoscimento visivo e l’altra invece, dopo il riconoscimento delle lettere, procede verso una fase di identificazione delle lettere in cui la parola viene scomposta nelle sue forme sublessicali e mediante regole di conversione grafema-fonema.

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