L’approccio alle capacità. Una lettura in chiave pedagogica

I termini “ educazione” ed “ istruzione” vengono spesso utilizzati in maniera intercambiabile, ma sono termini differenti. L’educazione è l’apprendimento dei modi particolari di un determinato gruppo ed avviene nel corso di tutta la vita; avviene a casa, giocando con i pari, nelle cerimonie religiose e sui luoghi di lavoro. I processi di apprendimento informale avvengono in ogni gruppo sociale (ad esempio: i bambini dell’isola di Pohnpei nel Pacifico Meridionale imparano a ricavare da una corteccia di albero una canoa, mentre i bambini occidentali invece imparano ben presto a sopravvivere nella società attuale dalle persone che li circondano nella vita quotidiana). Il termine “istruzione” viene usato maggiormente per indicare l’istruzione scolastica, forma organizzata di educazione che ha luogo nelle scuole, ma devono essere prese in atto anche le conseguenze che questa forma di organizzazione ha sugli individui della società.

Pur essendo l’istruzione scolastica un’attività più specifica dell’educazione, esercita sempre e comunque una grandissima influenza sui membri della società. Si viene influenzati sin da piccolissimi. L’istruzione scolastica impiega la maggior parte del tempo dei giovani, questione che non deve passare assolutamente in un secondo piano. La società deve essere vista come una ruota di una bicicletta composta da vari raggi, i quali, sono:

Educazione

Istruzione

Famiglia

Generazioni

Progresso

Lavoro

Religione

Molteplicità e diversità sociale

Si cercano costantemente nuovi valori su cui fondare la “società progresso”. Ma i “nuovi valori” tardano ad arrivare perché non riusciamo a trovarne altri che sostituiscano quelli passati e nel frattempo assistiamo ad un vero e proprio massacro della società. I dubbi, le incertezze, i disagi, la corruzione, le ingiustizie sono sempre esistite, ma credo vivamente che bisogna “rendere attuali” i vecchi valori. L’uomo quindi ha sostituito la visione della società dall’essere una ruota di bicicletta ad una piramide.

Che fine hanno fatto istruzione ed educazione come valori fondanti della società? Nessuno più crede nell’istruzione e nell’educazione. Tale problema è dovuto alla perdita della centralità dell’educazione e dell’istruzione, abbandonando le famiglie e non considerandole come una risorsa necessaria che deve essere supportata per il bene di tutta la collettività.

Se riflettiamo possiamo dire di vivere in un paradosso. In Europa la trasformazione dell’istruzione in un fenomeno di massa inizia nel ‘700 per mano di monarchi che volevano creare una fedeltà robusta allo stato tra le fasce più povere della popolazione, in particolare nelle aree territoriali periferiche. L’istruzione veniva usata dai potenti come un’arma affilata e potente da utilizzare a loro vantaggio. Già a quel tempo i sovrani avevano capito come usare l’istruzione a loro vantaggio .

Per tale, oggi, non viene usata più come un mezzo per ottenere una forte sovranità popolare, ma il mezzo per non produrre lo sviluppo di un capitale sociale completo.

Abbiamo abbracciato spinte progressiste nel pensare ad una società moderna che porti al benessere, al successo e al guadagno di soldi, ma ci siamo mai chiesti veramente a cosa abbiamo rinunciato per essere più produttivi? Una possibile risposta a tale problema è: alla vita comunitaria, ad una vera vita individuale.

La possibilità di poter rimediare a tale danno può essere una rieducazione all’istruzione delle generazioni e quindi della stessa società con la certezza che si riesca davvero a migliorare lo status quo di una persona.

Il Capability approach è una visione al superamento della visione economicista dello sviluppo e nella prospettiva dell’educazione ponendo attenzione al dialogo interculturale. Ancora oggi possiamo verificare come le grandi disuguaglianze colpiscono le donne che sono e si trovano ancora in condizioni peggiori rispetto agli uomini. Sen considera la capacità correlata ai funzionamenti,le capacità che corrispondono alle capacità potenziali di una persona e ciò che essa potrebbe essere in grado di essere o di fare. I funzionamenti sono l’effettiva realizzazione di una persona, sia dal punto di vista dell’essere sia da quello del mettere in atto ciò che si desidera fare. Dipende anche da quanto e in che modo le organizzazioni sociali, politiche ed economiche si attivano per rendere possibili la realizzazione delle capacità in funzionamenti. Lo sviluppo di un paese si può misurare dal PIL (prodotto interno lordo)ma anche

con il benessere delle persone ragion per cui gli indicatori di sviluppo dello Stato oltre le cifre del Pil devono essere considerati significativi tra parentesi livelli di alfabetizzazione l’aspettavi delle aspettative di vita). Non è sufficiente quindi legare l’etica all’economia considerando lo sviluppo dell’individuo come una giustizia sociale ma bisogna poter restituire allo stesso individuo la possibilità di ridere, godere della natura e dell’ambiente in cui vive, avere dei sentimenti, giocare e divertirsi.

Come dice la Nussbaum:la vera ricchezza umana non sta nel PIL ma altrove”. Un approccio alle capacità potrebbe determinare quali principi di base, quali misure possono consentire una vita umana dignitosa affinché una persona non si senta esclusa. Le capacità di una persona sono centrali e devono essere intese come ciò che le persone possono essere e dare la possibilità di dimostrare di essere capaci di fare. Le persone devono esplicitare il proprio ventaglio di qualità e abilità affermando il proprio valore sia delle capacità individuali sia di quello delle persone, inteso poi come fine, come unico arbitro circa i bisogni di una persona vera. L’essere umano non deve essere ridotto ad un mero ragionamento statistico.

Ma come poter valorizzare il potenziale delle persone, ovvero le capabilities? Inoltre, come possiamo garantire queste capabilities ed attuarlo in un welfare?

Lo sviluppo umano deve essere interpretato in modi diversi e secondo diverse prospettive ma il profitto deve essere visto solamente come un mezzo funzionale all’esistenza umana, ma il fine ultimo dello sviluppo globale, ovvero di una buona politica nazionale, è quello di mettere in grado le persone di vivere un’esistenza piena e creativa cercando di sviluppare al meglio il loro potenziale ed organizzando una vita significativa e all’altezza della dignità umana. Lo sviluppo umano sottolinea infatti l’esigenza di poter potenziare tutte le capacità umane del fare. Il mondo educativo deve prestare attenzione ai temi di apprendimento che sono legati alla pratica, alla dimensione collegiale collaborativa, alle competenze di gestione dei progetti e allo sviluppo delle competenze chiave.

La competenza è la capacità di riuscire a mobilitare la progettualità in azioni concrete che sono rilevabili ed osservabili nell’agire che è la capacità di poter leggere i contesti socio-culturali. Le capacità intese come capabilities sono il potenziale effettivo su cui si basa la fioritura umana. La cultura contribuisce allo sviluppo della crescita umana.

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