Antica Grecia e società moderna

La cultura greca conosce bene la violenza e l’odio che possono generare i legami familiari che si possono manifestare attraverso l’odio tra fratelli e tra generazioni, il disprezzo e la rabbia per i genitori, le passioni smisuratamente erotiche o il voler possedere i beni.

 

Chi non ha fatto l’esperienza di avere i figli certo ha meno dolori ma nella sua prosperità è infelice“ Euripide, Andromaca.

 

Le parole di Andromaca sintetizzano il costante atteggiamento che il mondo antico ha sul rapporto genitoriale e sul rapporto coniugale. Andromaca prova un dolore atroce per la nascita di un bambino illegittimo. È nato dalla relazione con il padrone che l’ha resa schiava, dopo la guerra di Troia. E Danae, incinta di una gravidanza proibita, vede se stessa e il figlio in pericolo perché il padre li getta in mare chiudendo la cassa. Molte volte un Dio o una dea hanno una storia umana quando si tratta della vita dei figli nati sulla terra e soffrono con essi. I loro dolori, sono del Dio o della dea, soffrono insieme ai figli terreni e fanno fatica a perderli. Molti eventi per gli antichi greci, come quello di non avere i figli, sono incomprensibili e l’apaidia, mancanza dei figli, produce una grande infelicità. La storia di Eracle è la più tragica.

 

Nato da un inganno che Zeus ha atteso ad Alcamena, Eracle deve affrontare una vita dolorosa e morirà in modo straziante. Alcmena pensava che Zeus non riservasse attenzioni al figlio morto, ma ha avuto invece un posto con gli dei. La paternità del mondo greco non è poi così distante da quella del mondo moderno. Basti pensare ad Odisseo, che rivede Telemaco adulto e Telemaco è cresciuto da solo ed è amareggiato. Ha difficoltà ad accettare il padre tanto atteso e pieno di fama. Nell’Odissea è presente anche un altro padre, Alcino, il quale ha molti figli ed una figlia: Nausicaa, la quale desidera l’amore. Non ha il coraggio di raccontare il sogno al padre perché, come spesso accade con i figli, non dicono mai ciò che vogliono dire effettivamente. Nell’Atene del V secolo a.C., sono evidenti nelle tragedie padri assenti i cui figli hanno costruito se stessi e la loro personalità da soli, tra pressioni, delusioni, fatiche, imprese da superare ed una memoria che devono vendicare. Nelle tragedie a causa di questa paternità assenti, vi è posta attenzione al mondo femminile, alle donne madri che i poeti le vedono liberi da vincoli ma che non lo sono nella società. Compaiono altre figure e assumono un ruolo genitoriale importante aiutando i giovani a crescere e ad essere educati: quello dei nonni, dei parenti, degli amici di casa e dei maestri. Achille stesso è stato affidato alle cure di Felice affinché imparasse ad Achille a compiere imprese e a pronunciare discorsi.

 

Capita spesso che quando ci sono litigi tra genitori il dissidio tra di essi coinvolge i figli in modo drammatico e ciò ha delle conseguenze angosciose, come la storia di Agamennone, il quale decide di uccidere la figlia Ifigenia e così Clitemnestra si vendica, creando il difficile rapporto con i figli viventi divisi da giudizi e da scelte etiche drammatiche. Medea utilizza i figli come armi e uccide i propri figli per vendetta contro Giasone. Il matrimonio, in Grecia, era considerato un contratto pubblico e aveva la protezione di Zeus ed Era. Per questo distinguevano le cortigiane, che servivano per il piacere, dalle spose, le quali dovevano garantire la discendenza legittima e venivano considerate le custodi fedeli del focolare. Gli dei, governavano la vita degli antichi greci, compresa la vita familiare. Hermès, divinità che assumeva diverse forme, rappresentava la parte maschile. Il seme maschile era considerato caldo e fecondo. L’uomo era visto come l’aratro. Estia, rappresenta la visione femminile. Si prende cura del focolare, assicura la discendenza e l’eternità della stirpe del nome. Le tragedie dell’antica Grecia non si discostano poi così tanto dalla nostra società moderna, perché l’essere umano è più della somma della sua storia. Non possiamo negare che le storie individuali e le diverse trame della famiglia rappresentano il modo più potente di riportare e spiegare il perché ci sono stati alcuni eventi che superficialmente possono sembrare ripetitivi ma che rappresentano il trampolino di lancio per un cambiamento sia individuale sia familiare.

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